Piante di Cavolo Romano Navona F1 (Vaschetta da 6 piante)

€ 2,00

Condizione: Nuovo prodotto

Il costo si riferisce ad una vaschetta contenente n. 12 piantine. Raccolta a 100 giorni dal trapianto.

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Immagine 1: pianta di Cavolo Romano Navona F1.

CARATTERISTICHE BOTANICHEBrassica olearacea botrytis var. Romano Navona F1, appartiene alla famiglia delle Cruciferae – Brassicaceae. Questo cavolfiore è una varietà a ciclo tardivo, di notevole bellezza, caratterizzato da un'infiorescenza, detta testa o palla o pomo, pesante e costituita da numerosi peduncoli fiorali, molto ingrossati e variamente costipati. Tale infiorescenza costituisce la parte commestibile dell'ortaggio e ha una colorazione verde.

COLTIVAZIONE: il cavolfiore preferisce terreni freschi, profondi, di medio impasto, cioè mescolato ad argilla, sabbia, torna, pietre e ghiaia, per favorire il drenaggio dell’acqua. Il clima più adatto è quello mite e fresco, con temperature non troppo alte, perché già a 20° inizia a dare segni di sofferenza. Temperature troppo basse, invece, posso danneggiare le piante giovani causando l’arresto della formazione dell’infiorescenza, facendo perdere il raccolto. La semina avviene in semenzaio tra maggio e luglio; per le produzioni primaverili avviene a gennaio. Il trapianto in campo delle piantine viene effettuato 40-50 giorni dopo la semina. Prima del trapianto, il terreno viene preparato con un'aratura, sia per arieggiarlo, sia per eseguire anche la concimazione, preferibilmente organica. I lavori successivi al trapianto consistono in una o due sarchiature del terreno con un sarchiatore o un rastrello per eliminare le erbe infestanti prima della messa a dimora delle piantine.

Trapianto: estrarre la piantina dal vaso e immergerla in un secchio pieno d’acqua. Effettuare regolari, ma non eccessive, innaffiature fino a quando non sarà ben radicata nel terreno e non sarà cresciuta. Successivamente innaffiare saltuariamente.

Distanza: in file distanti 60 cm e con piante a 50 cm sulla fila.

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Immagine 2: Cavolo Romano Navona F1.

CONCIMAZIONE: prima della messa a dimora delle piantine si concima il terreno con concime granulare a lenta cessione, che permette il mantenimento di un ottimale livello nutrizionale nel terreno. Dopo anni di esperienza, nella nostra azienda, abbiamo ottenuto ottimi risultati utilizzando, per la coltivazione dei nostri ortaggi, il fertilizzante a cessione programma “Starter Green Cote”, che grazie alla sua esclusiva formulazione, rilascia nel terreno la giusta combinazione di azoto, fosforo e potassio, senza inquinare.

Immagine 3: concime a lenta cessione, adatto per la coltivazione in vaso e in pieno campo, Starter Green.

PARASSITI E MALATTIE: teme parassiti come: maggiolino, cavolaia e mosca del cavolo, le cui larve si nutrono delle foglie, danneggiandole e facendole seccare. Possono essere combattuti con antiparassitari. Le malattie da funghi che colpiscono più frequentemente il cavolfiore sono: la peronospora, l’ernia del cavolo, l’alternariosi e il marciume secco delle crucifere, che si possono prevenire evitando ristagni d’acqua. Le foglie marcie o attaccate da parassiti o funghi vanno eliminate con un coltello o una forbice disinfettata, praticando un taglio netto ed obliquo.

IRRIGAZIONE: è praticata dopo il trapianto e durante la crescita dell’inflorescenza, se si verifica siccità. In generale, le irrigazioni devono essere frequenti, ma bisogna evitare i ristagni d’acqua.

RACCOLTA E CONSERVAZIONE: La raccolta avviene a 100-105 giorni dal trapianto, tagliando il torsolo alla base. In generale, si effettua quando lo sviluppo delle infiorescenze è completato, facendo attenzione a non aspettare che i fiori iniziano a separarsi. In autunno i cavolfiori vanno colti prima dell’arrivo delle gelate ma, se non fossero ancora pronti, li si può trapiantare in un luogo ben illuminato e protetto ed aspettare che la crescita sia completa.

USI: può essere consumato bollito, fritto, arrostito o cotto al vapore. Può essere usato come contorno o anche come piatto principale nella preparazione di zuppe di verdura. Il tipico cattivo odore che emana durante la cottura è dovuto all’evaporazione dello zolfo in esso contenuto.

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